La gioventù cammina con gli emarginati

Feb 4 , 2020 Storie

All India Catholic University Federation - AICUF

L’All India Catholic University Federation (AICUF - Federazione delle Università Cattoliche dell’India) ha camminato al fianco degli emarginati negli ultimi 95 anni. Nel 1924, il Padre Carty, SJ, fondò la Catholic Youngmen’s Guild (CYMG, Corporazione dei giovani cattolici), presso il St. Joseph’s College, a Tiruchirappalli, per accrescere la fede dei giovani universitari; il suo scopo era: “Attuare la Verità per mezzo della Carità”. Nel 1948 cambiò il nome per quello attuale e, l’anno successivo, si associò alla Conferenza Episcopale dell’India.

Il Padre Ceyrac, SJ, portò l’AICUF a nuove quote, fra il 1957 ed il 1967. Il famoso assistente sociale diresse il primo campo per la leadership a livello nazionale a Mysore, nel 1953. Sotto la sua guida si celebrarono quattro congressi nazionali a Chennai, Bangalore e Bombay, dal titolo: “Unità”, “Verso un mondo migliore”, “Problemi in ambito studentesco”, “Studenti e giustizia sociale”; vi parteciparono una media di 2.600 rappresentanti degli studenti. Nel 1965, il Padre Ceyrac diresse il primo incontro nazionale a Madras, con il tema “Responsabilità e impegno verso la nazione”, al quale presero parte tutti i leader delle associazioni locali dell’AICUF. Il Padre Ceyrac concesse, nel 2012, un’intervista durante la quale affermò: “L’AICUF è stata fondata da Gesù: voleva che lavorassimo per i poveri. ‘Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me’”.

Il Padre Lawrence Colaco, SJ, subentrò al Padre Ceyrac come direttore nazionale dell’AICUF e decise di rivederne gli statuti; la conseguenza fu la suddivisione della federazione in quattordici regioni. Man mano che l’AICUF si espandeva per l’India, fu necessario modificare gli statuti, durante gli incontri nazionali.

Nel 1968, a Chennai si celebrò il secondo congresso nazionale, “L’India che vogliamo”. Due anni più tardi, nel 1970, grazie a due incontri nazionali, si definì chiaramente l’obiettivo dell’AICUF per i decenni a venire: l’associazione vuole contribuire alla promozione del cambiamento sociale. Al termine di un importante congresso a Madras, la federazione dichiarava: “Siamo nati in una società ingiusta e siamo decisi a non lasciarla così come l’abbiamo trovata”. Si formarono quattro commissioni, centrate sulla formazione di leader per lavorare con i dalit, i rifugiati, gli adivasi (aborigeni dell’India) e le donne.

Nell’agosto del 1972 fu organizzato il seminario nazionale “Società ugualitaria” per gli studenti che partecipavano al Project Know India (Progetto “Conosci l’India”) e, dal 1974, diventò realtà un sogno da lungo tempo accarezzato: la creazione del Centro Nazionale di Documentazione di Chennai.

Ricapitolando, possiamo identificare cinque fasi nella storia della federazione:
- Il periodo dottrinario, per propagare il cristianesimo;
- L’epoca dell’evoluzione personale, per dinamizzare le minoranze cristiane;
- Il periodo dei campi di lavoro sociali, ovvero l’opportunità di entrare in contatto con la gente reale, un requisito fondamentale nella formazione di un buon leader;
- Il risalto dell’opzione preferenziale per i poveri, incentrata sui diritti dei dalit, dei rifugiati, degli adivasi e delle donne;
- La consapevolezza della dimensione politica e della necessità di vivere e di agire “politicamente”.

Il Padre Claude D’Souza, direttore dell’AICUF per 15 anni, ne definì i giovani membri come “profeti del XXI secolo e precursori della speranza”.

Oggi l’AICUF è attiva in 13 stati dell’India ed i suoi membri sono circa 25.000; l’associazione opera con la gioventù universitaria per formare leader generosi che lavorino come agenti del cambiamento sociale. Aspira a preparare dei leader giovani per promuovere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile e le strategie di conservazione ambientale. Si realizzano programmi di consolidamento della leadership, a vari livelli. Durante le vacanze invernali ed estive si organizzano programmi nazionali di denuncia sociale, i cui temi spaziano dal fondamentalismo religioso, alla democrazia indiana, ai diritti dei dalit, ai diritti tribali, ai problemi ambientali, ai diritti delle donne.

La gioventù dell’AICUF è implicata anche nelle lotte contro la violazione dei diritti umani; ad esempio, il movimento tribale dell’AICUF ha collaborato con un movimento tribale che lotta, da 27 anni a questa parte, per il diritto alla terra. Al giorno d’oggi, l’AICUF si è resa conto della necessità di promuovere programmi di sensibilizzazione e di salvaguardia della democrazia indiana. I diritti costituzionali e quelli delle minoranze sono vitali nel contesto della crescita del fondamentalismo religioso.

Alcuni eminenti ex-membri dell’AICUF continuano a portare avanti la missione dell’associazione in ogni aspetto della vita. L’AICUF è orgogliosa di asserire che è l’unico movimento apolitico di giovani cattolici che ha resistito nel tempo e che celebrerà il suo centenario nel 2024.

[Articolo della pubblicazione "Gesuiti - La Compagnia di Gesù nel mondo - 2020"]