L’educazione gesuita nelle periferie funziona!

Set 20 , 2019 Storie

Fate un esercizio di “composizione del luogo”. Un’idea di Sant’Ignazio che propone di mettersi nei panni di qualcun altro, in un luogo molto diverso dal suo ambiente abituale, per sentire profondamente le sfide, i dolori e le gioie che muovono l’animo umano.

Avete 22 anni. Avete dovuto lasciare il vostro paese in un contesto di violenza e insicurezza. Avete dovuto abbandonare prematuramente gli studi e vi trovate in un campo profughi, in attesa - la lunga attesa - di un paese di adozione. Cosa fare di questi anni, perché non siano persi? Sentite parlare del JWL, Jesuit Worldwide Learning, un progetto della Compagnia di Gesù che permette di fare degli studi di livello universitario a distanza, utilizzando i metodi dell’attuale mondo tecnologico. Non esitate neanche un attimo: registratevi!

Potreste anche aver sentito parlare di questo progetto dei gesuiti di dimensione internazionale perché vivete in una zona remota dell’Afghanistan. Il progetto vi permette di avere un accesso occasionale a Internet: scaricate il materiale scolastico, i vostri lavori. Allo stesso tempo, contribuite a formare una comunità di studenti nel vostro villaggio e quindi a creare una solidarietà che servirà a far progredire il vostro popolo verso la pace.

Può anche darsi che l’accesso agli studi universitari vi sia impedito a causa della vostra scarsa conoscenza dell'inglese, una competenza essenziale. Vi iscrivete, come 3.000 altri giovani che vivono in contesti marginali, al programma Global English Language, offerto a sei livelli. E delle porte cominciano ad aprirsi, sia per dei percorsi professionali come l’informatica o il sostegno per l’apprendimento accademico, sia per gli studi universitari in facoltà umanistiche, economia, protezione dell’ambiente. Sensibili alle esigenze espresse dalle comunità in cui il JWL opera, sono stati programmati dei percorsi molto creativi: leadership per la pace e leadership giovanile mediante lo sport. I programmi sono sostenuti o riconosciuti da varie università, molte delle quali dei gesuiti. Per loro, è un modo di servire queste “periferie” tanto care a Papa Francesco.

Il progetto Jesuit Worldwide Learning ha sede a Ginevra ed è diretto dal padre Peter Balleis, gesuita tedesco. Ginevra è una città a vocazione internazionale: vi si trovano diversi uffici dell’ONU, tra gli altri. Il JWL collabora con loro, in particolare con l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati e l’UNESCO. Come organizzazione gesuita, lavora in collaborazione con il Consiglio Mondiale delle Chiese e la Federazione Mondiale Luterana. Durante la sua visita a Ginevra del 19 e 20 settembre, il P. Arturo Sosa, Superiore Generale, ha potuto constatare l’importanza del coinvolgimento dei gesuiti nelle organizzazioni internazionali di Ginevra. In particolare, egli ha notato come il JWL sia in prima linea nei progetti creativi e adattati che le Preferenze Apostoliche Universali della Compagnia di Gesù cercano di promuovere.

In conclusione, la testimonianza di Peter Balleis:

“Nel JWL siamo ispirati e motivati dal desiderio e dall’impegno per gli studi dei giovani che vivono ai margini: come rifugiati in Kenya, Malawi, Giordania e Iraq, o in zone di guerra colpite o isolate in Afghanistan e Sri Lanka. I laureati del Diploma del JWL in Materie Umanistiche hanno aperto nuovi centri di apprendimento comunitari in Afghanistan e Iraq supportati dal programma di mobile learning. La nostra soluzione tecnica e il nostro modello di apprendimento misto funziona in ambienti online e offline, consentendo ai giovani svantaggiati di studiare sui loro cellulari. E le università gesuite che sostengono il JWL possono ora raggiungere gli studenti in qualsiasi parte del mondo”.