“Il mondo è la nostra casa”(Jerome Nadal)
 
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Lavoro missionario

Fin dall’inizio, la Compagnia è stata al servizio della Chiesa in Europa così come in Asia, in Africa e nelle Americhe. Uomini come Pietro Canisio e Roberto Bellarmino hanno sostenuto efficacemente la Riforma Cattolica in Europa.

Missionari coraggiosi come Francesco Saverio, de Nobili, Pietro Claver, Roch González, Giovanni de Brito, Jean de Brébeuf ed Eusebio Chini, hanno portato il Vangelo ai confini del mondo.

 

Educazione

Poco dopo la fondazione della Compagnia, diventò chiaro a Ignazio che le scuole offrivano il maggior servizio possibile alla Chiesa, mediante l’istruzione morale e religiosa, rendendo accessibile la vita spirituale ai giovani e insegnando loro il messaggio del Vangelo a servizio degli altri. Per questo cominciarono a fondare numerose scuole.

 

Sapere

I gesuiti furono sempre più impegnati negli ambiti del sapere, della scienza e dell’esplorazione. Prima del 1750, gli astronomi gesuiti erano attivi in 30 dei 130 osservatori astronomici del mondo. Ben 35 crateri lunari sono stati denominati in onore di scienziati gesuiti. Il cosiddetto Calendario “Gregoriano” è stato opera del gesuita Cristoforo Clavio, il “più influente insegnante del Rinascimento”.

Un altro gesuita, Ferdinand Verbiest, definì il vago confine russo-cinese, e fino a tempi recenti nessun nome straniero fu noto in Cina quanto quello del gesuita Matteo Ricci, “Li-ma-teu”.

 
 
 

La soppressione della Compagnia

I gesuiti furono riconosciuti come maestri in Europa durante il XVI, il XVII e il XVIII secolo, non solo per le loro scuole ma anche per la loro eccellenza in qualità di studiosi e di scienziati, e per le migliaia di testi che hanno prodotto. Durante i primi due secoli di esistenza della Compagnia, i gesuiti sono stati coinvolti in una vera e propria esplosione di attività intellettuale, e hanno gestito oltre 740 scuole.

Poi, improvvisamente tutto questo fu azzerato. Nel 1773 il Papa Clemente XIV, cedendo alle pressioni delle corti dei Borboni, promulgò il breve Dominus ac Redemptor con cui sopprimeva la Compagnia di Gesù. All’epoca, essa contava 23.000 persone, dedicate al servizio della Chiesa. Il Papa promulgò il breve di soppressione in maniera inusuale, che causò difficoltà canoniche sconcertanti. Perciò, quando Caterina, Imperatrice di Russia, respinse apertamente il breve papale e ne proibì la promulgazione, 200 gesuiti continuarono a svolgere le proprie funzioni in Russia.

 
 

Restaurazione della Compagnia

Il Papa Pio VII restaurò la Compagnia nel 1814, quarant’anni dopo la soppressione. Sebbene molti fossero già morti, la memoria del loro lavoro educativo rimaneva, e la nuova Compagnia venne inondata da richieste di aprire nuove scuole: solo in Francia, per esempio, vennero offerte ai gesuiti 86 scuole.

 

La Compagnia negli ultimi 200 anni

A partire dal 1814, la Compagnia ha vissuto una notevole crescita e ha superato le dimensioni apostoliche della prima Compagnia, nelle sue attività educative, intellettuali, pastorali e missionarie.

Gli oltre 16.000 gesuiti nel mondo provengono da 112 Paesi e appartengono a 80 Province e Regioni, ma l’Ordine ha un carattere universale che trascende questi confini. Infatti i gesuiti sono chiamati ad andare ovunque, su tutte le frontiere geografiche e culturali in cui vi sia necessità di lavorare con Cristo per la gloria di Dio.

Siamo uniti nella nostra diversità e sempre più globalizzati come orizzonte.

 

“Il mondo è la nostra casa”

diceva uno dei primi gesuiti, Jerónimo Nadal. Si riferiva, da un certo punto di vista, al mondo esterno alle chiese e ai monasteri di allora, ma anche alle moltitudini del popolo di Dio e all’estensione delle culture umane. Come hanno detto i gesuiti nella Congregazione Generale del 2008: “Tutto il mondo diviene oggetto del nostro interesse e delle nostre preoccupazioni.” (GC35, D.2, No.23)